1 Castellocaiazzo
1 Castellocaiazzo
2 Piana
3 Castel Sasso
4 Giano Vetusto Img
5 Castel Campagnano
6 Roccaromana Img
7 Rocchetta
8 Ruviano Img

Un itinerario nell’Alto Casertano da Caiazzo ai paesi del Monte Maggiore

L’itinerario che proponiamo tocca tutti i centri coinvolti dal progetto e anche qualche altra località che è sulla strada e che merita una sosta. Si tratta di un itinerario artistico e naturalistico, o, dovremmo dire meglio, un itinerario che presenta le risorse in modo integrato: in un paesaggio fascinoso e integro, che tocca centri urbani ricchi di storia e di opere d’arte circondati da un’agricoltura non invasiva e tradizionale. Il territorio è da godere in modo unitario, così come integrate sono le risorse turistiche: natura libera, agricoltura, piccoli centri urbani si fondono in un contesto accogliente, in cui gli elementi vanno visti nel loro rapporto. È il territorio nel suo complesso che si va a visitare, non la singola isolata risorsa. Una serie di centri urbani arroccati tutti intorno al castello, che è quasi sempre di origine longobarda e poi normanna, con una tradizione ancor più antica che risale ai Sanniti, che qui avevano il loro confine con la Campania Felix, la terra di Greci, Etruschi, Romani. Una agricoltura di collina, ricca di oliveti e vigneti che danno origine ad alcuni prodotti di alta qualità, fa da elemento di raccordo tra i diversi centri. Più su, lungo l’intero percorso, la montagna boscosa e ricca di acque, conserva una natura incontaminata dai bei panorami che vanno verso la pianura e il mare. E infine i grandi fiumi, il Volturno che attraversa l’area e che fu testimone di battaglie e scontri violenti fino al 1943, quando sulle sue rive si combatté ferocemente tra tedeschi in ritirata e truppe alleate.

L’itinerario inizia a Caiazzo.  In un dolce e verde paesaggio collinare a olivi e cedui di rovere e leccio, l’abitato si stende su uno sperone culminante con la rupe del Castello.

La via Attilio Caiatino, dedicata al console romano che conquistò Palermo ai cartaginesi, è il corso della cittadina, pedonale, è ricco di negozi e botteghe. Percorrendolo si incrociano vicoli che scendono a valle o che salgono al castello con begli scorci. Vari palazzi e case con facciate rococò rendono ancora più piacevole la passeggiata. Dalla via Caiatino si imbocca una lunga strada in salita, per arrivare al Castello, fondato dai longobardi e poi passato ai diversi regnanti a partire dai normanni. Questa caratteristica del castello che domina l’abitato lo troveremo in tutti i paesi toccati dall’itinerario. Dal Castello, come pure dalla strada di circonvallazione, si gode una bella vista sul Monte Maggiore e sui colli vicini.

I monumenti da visitare sono molti, a partire dalla Chiesa di san Francesco, con l’ex convento, sede del Municipio, con chiostro che poggia su pilastri sostenuti da archi ad ogiva. La piazza Giuseppe Verdi, è sull’area del Foro dell’antica Caiatia e vede il Palazzo Vescovile e la Cattedrale di S. Maria Assunta, con uno scenografico campanile e nell’interno a tre navate ha interessanti altari in marmi policromi e diverse buone tele.

Proseguendo nella via Attilio Caiatino, si vede a sinistra la chiesa dell’Annunziata, con bel portale del Rinascimento.

Situato in pieno centro cittadino, pur avendo subito numerosi rimaneggiamenti, Palazzo Mazziotti è un imponente edificio del ‘400. L’insieme degli elementi, scoperti e recuperati nel corso dei secoli, sono oggi proposti nell’Insula di Palazzo Mazziotti nel loro valore storico-culturale. Esternamente, negli spazi del vecchio giardino annesso al Palazzo, è stata ricavata una piazza che in parte ricopre l’area archeologica emersa nel corso dei lavori di restauro, ove sono presenti resti di edifici di epoca romana e medioevale.

Tale spazio, pensato quale cerniera di congiunzione tra le varie articolazioni della struttura, collega nel contempo l’area espositivo-teatrale a quella dello stesso Palazzo.

Il Teatro è intitolato a un celebre cittadino di Caiazzo, ovvero Giuseppe Jovinelli (Caiazzo, 22 marzo 1866 – Roma, 20 dicembre 1924), un noto impresario teatrale italiano, talent scout e gestore di teatri di varietà e sale cinematografiche romane, tra cui il Teatro Ambra Jovinelli.

Si raggiunge dopo pochi chilometri di strada che costeggiano la montagna a Piana di Monte Verna. ricco centro agricolo situato ai piedi del Monte Santa Croce m. 580, di origine antichissima.

Presso il Cimitero si trova la chiesa di S. Maria a Marciano, edificata nel ‘300, in stile gotico. Il territorio è caratterizzato da resti romani che testimoniano l’antichità dell’abitato. La cappella di S. Maria delle Grazie, con affreschi del 1532, rappresenta un punto di sosta obbligatorio.

Ma è il territorio tutto che nella varietà dei paesaggi e degli ambienti, la vera caratteristica attrattiva della località. Il fiume Volturno scorre placido e i monti in lontananza sorgono maestosi. Vicini all’abitato strane colline a forma di piramide hanno dato vita a leggende e a narrazioni che parlano di piramidi nascoste.

Si prende la strada che va a Capua e si devia vero l’interno, verso la montagna per raggiungere Castel di Sasso.

Il Comune di Castel di Sasso si estende per circa 21 Kmq dalle pendici del Monte Maiulo (508 m. l/m) e Monte Caruso (592 m. l/m) fino alle rive del Fiume Volturno che si incunea con le sue anse nella parte pianeggiante del territorio ricca di colture rigogliose e frutteti.

Il suo territorio, ancora incontaminato, punteggiato da una moltitudine di borghi, casali e case sparse presenta caratteristiche di particolare pregio ambientale e naturalistico. Questa caratteristica di territorio acentrico, privo di un forte centro urbano capace di agire quale nucleo attrattore, se da un lato ha costituito un limite allo sviluppo economico del comune, dall’altro oggi rappresenta un elemento di ricchezza e di attrattiva anche turistica, per la salubrità e la tranquillità dei luoghi.

Un’area di grande pregio agricolo e di grande interesse archeologico. Quest’area infatti rappresenta il cuore del famoso vitigno “Casavecchia”, da cui discende l’antico vino “Trebulano” ricordato da “Plinio”. In particolare Castel di Sasso è sempre stata unanimemente ricordata come la sentinella dell’antica città osco romano di “Trebula Balinensis”, proprio a significarne la sua centralità rispetto all’intera area.

Prodotti tipici di grande pregio sono il Conciato Romano, considerato forse il più antico formaggio al mondo e il vino Casavecchia.

Si continua fin quasi a Capua e si imbocca la via Casilina, l’antica via medievale che portava da Roma appunto a Capua, unificando il percorso delle vie romane Labicana e Latina. Dalla Casilina si giunge a Calvi Vecchia, che merita una sosta sia per visitare l’antica Cattedrale, fondata dai Longobardi nel IX secolo, sia l’area archeologica di Cales, l’antichissima città fondata dagli Aurunci, poi romana, famosa per la produzione di vasi coperti di vernice, unici nel loro genere.

Di qui, passando per Calvi Risorta ci si dirige verso Giano Vetusto e Rocchetta.

Rocchetta e Croce è un comune sparso di 500 abitanti della provincia di Caserta in Campania. Sede comunale è la frazione di Rocchetta.  Altitudine: 459 m.

Il centro storico occupa completamente la cresta della collina che la ospita, con una forma urbana tipica delle città medievali con il castello che domina la valle e l’edificato. Essa presenta una caratteristica planimetria che associa in maniera singolare due distinte porzioni: la prima, più antica, di epoca alto medioevale influenzata da modelli orientali a forma concentrico radiale, la seconda, sviluppatasi successivamente, a forma di fuso lineare. Le due parti di città si fronteggiano una sulla parte sud e l’altra sulla parte nord del pianoro posto al vertice dell’altura e tutto l’edificato si adatta all’andamento irregolare del suolo, non seguendo uno schema fisso.

Un Ponte Romano si trova in località Val D’Assano. Si tratta di un viadotto con uno sviluppo do circa 75 mt. di lunghezza per 4,5 mt. di larghezza, composto complessivamente da quattro arcate a luce variabile. Monumento storico fatto risalire all’età romanica agli inizi del VI secolo a. C., conservato in buona parte, Ponte Romano si colloca in un’area frequentata già in epoca preromana, come testimoniano i rinvenimenti di tombe di fine VII secolo ed inizio VI secolo a. C.

Il ponte cavalca una piccola parte erosiva che raccoglie le acque provenienti dal versante occidentale del Monte Maggiore che genera il torrente Savone. Allo stato attuale quest’area è considerata particolarmente interessante, anche per il ruolo di punto di passaggio dalle città di Teanum Sidicinum e di Cales all’ager alifanus e trebulanus. Esso si pone proprio sul diverticolo della via latina che da Teanum – Zona Idrominerale, portava a Trebula Cubulteria ed Alife.

Una strada interna punteggiata da olivi secolari porta a Giano Vetusto, con ritrovamenti archeologici che testimoniano l’esistenza di un abitato in epoca romana, facente parte dell’ager calenus, cioè dell’area della città di Cales.

Il centro storico presenta alcuni palazzi nobiliari sorti sulle strutture di antiche costruzioni romane e qui, come in località Marotta ci sono resti archeologici testimonianti botteghe artigianali di epoca romana. Nella chiesa di San Martino è visibile un’acquasantiera con la testa di Giano, a testimoniare che qui c’era un tempio dedicato al dio bifronte.

Si lascia Giano, ridiscendendo verso la Casilina e a Calvi risorta si devia verso Roccaromana passando per Riardo, la città delle acque minerali con gli stabilimenti della Ferrarelle, e per Pietramelara.

Il territorio di Roccaromana esteso su un’area di 27 Km2 con le sue tre frazioni: Roccaromana, Santa Croce e Statigliano, conta circa 1030 abitanti. Si trova a pochi chilometri dalla Casilina e dall’autostrada A1, a cavallo tra i territori del Sannio e l’antica Capua. È immerso in una valle coronata da montagne e spettacolari picchi, quali Pizzo Madama Marta e Pizzo San Salvatore da cui si levano verticali pareti di roccia che scendono imponenti quasi fino a valle. Il 26 novembre 2005, quest’area del Montemaggiore, dall’estensione di 360ha, è stata riconosciuta area Wilderness.

La natura incontaminata delle montagne e delle colline di Roccaromana offre un paesaggio affascinante agli escursionisti ed a coloro che amano scoprire attraverso passeggiate all’aria aperta i colori straordinari, i prodotti tipici del sottobosco e dalle cime osservare l’ampio panorama. Le montagne sono ricche di faggete secolari, castagneti immensi, boschi cedui folti ed inestricabili dove si annidano animali da caccia come il cinghiale, inoltre zone a macchia mediterranea ospitano volpi, tassi, martore, talpe e tartarughe.

Su una ripida strada si raggiunge la Torre Normanna. Parte rimanente del Castello che nell’anno 1117 fu incluso nei possedimenti conferiti al Convento di S. Giovanni Battista in Capua, in seguito divenuto proprietà dei Duchi Paternò di Roccaromana e del Toscano. Il Castello è situato sul Monte Castello a 416 slm, mentre sul pendio sono visibili due Torri dello stesso periodo.

La torre principale e le torri lungo il pendio sono raggiungibili sia da Roccaromana che dalla frazione di Statigliano attraverso dei vecchi tratturi e un sentiero gippato. Affascinante meta per gli amanti della natura selvaggia e gli appassionati di trekking. Vicino alla Torre principale fu eretta nel 1190, una Cappella dedicata alla B.V. del Castello, con adiacente l’abitazione dell’eremita, nel periodo in cui il vecchio maniero era dimora dei Duchi di Roccaromana. Oggi, ristrutturato e rivalutato nell’antico splendore, è divenuto meta di turisti e di amanti della cultura. Il Comune lo ha destinato sede ufficiale per i matrimoni civili e location per convegni ed attività culturali.

Da Roccaromana si aggira la montagna che a questo punto viene percorsa in tutta la sua circonferenza, si passa per Alvignano con la chiesa di San Ferrante costruita su di un tempio romano e poi si prosegue nella valle del Volturno per raggiungere Castel Campagnano e poi Ruviano.

La graziosa cittadina posta in pianura ha una bella chiesa, Santa Maria ad Nives, e un interessante Palazzo, Palazzo Aldi. Si tratta di un palazzo ducale sito sull’aggregato urbano di Castel Campagnano, intorno al quale sono avvenute le trasformazioni del borgo di Castel Campagnano.

La costruzione è situata essenzialmente lungo via Chiesa e si appoggia in parte al vecchio circuito delle mura, incorporando, probabilmente una porta urbica. È una dimora patrizia articolata in quarti e arricchita da logge e terrazze.

La singolarità̀ di questo complesso edilizio formatosi nel corso del XVII secolo, è dovuta non solo alla sua forma e a ciò̀ che resta del suo interessante apparato decorativo, ma anche ai suoi ipogei ricavati in un banco tufaceo da cui sono estratti i materiali della costruzione secondo consuetudine tipicamente napoletana. Tra queste grotte, si trova una straordinaria chiesa rupestre dedicata al culto micaelico e, probabilmente, risalente al secolo X. Il palazzo mostra di non essere una mera componente del tessuto urbano storico, pur se dotata di forte individualità̀, ma una delle polarità̀ della struttura urbanistica di Castel Campagnano, insieme alla chiesa di S. Maria ad Nives. Questo esempio di architettura tardo barocca ha seguito un processo formativo in parallelo con quello del borgo di cui fa parte. La sua edificazione, infatti, ha implicato delle modifiche del tessuto abitativo e degli spazi della collettività  e per comprenderne la portata è opportuno descrivere il profilo storico di lungo periodo del processo di organizzazione stanziale della popolazione locale.

Si riprende la strada, sempre lungo il ciglio dei monti che sovrastano il panorama e attraverso campi punteggiati da olivi e si raggiunge Ruviano.

Ruviano è un grazioso paese, completamente restaurato secondo un preciso e affascinante piano del colore. Una Torre addossata a una porta su una strada in salita, sovrasta le case, ultimo resto del castello che qui, come negli altri paesi, dominava la vita degli abitanti. La bella chiesa di san Leone Papa è su uno slargo da cui si gode il panorama della valle e della collina.

Caiazzo è a pochi chilometri e in cinque minuti si ritorna sul punto di partenza.